Nuova Sabatini 2026

Come Funziona, Requisiti e Contributo per l'Acquisto di Beni Strumentali

La Nuova Sabatini è l'agevolazione gestita dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) che consente alle micro, piccole e medie imprese italiane di acquistare o acquisire in leasing beni strumentali nuovi, beneficiando di un contributo pubblico calcolato sugli interessi del finanziamento bancario. È uno degli strumenti di finanza agevolata più longevi e più utilizzati in Italia, introdotto dall'art. 2 del D.L. 69/2013 (convertito con modificazioni dalla L. 98/2013) e rinnovato ininterrottamente fino ad oggi.

La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) ha rifinanziato la misura con 650 milioni di euro per il biennio 2026-2027, confermando la Nuova Sabatini come strumento strutturale di supporto agli investimenti produttivi delle PMI. Lo sportello è aperto fino a esaurimento delle risorse disponibili, senza scadenza fissa: questo significa che conviene presentare domanda il prima possibile, perché le risorse vengono assegnate in ordine cronologico di arrivo delle domande complete.

AD LAB Consulting affianca le PMI in tutto il processo: dalla verifica dei requisiti di ammissibilità, alla selezione della banca aderente alla convenzione, fino alla presentazione della domanda e alla gestione delle richieste di erogazione del contributo.

[Scopri come si inserisce la Nuova Sabatini nel quadro della finanza agevolata per imprese →]

Come funziona la Nuova Sabatini: il meccanismo del contributo in conto interessi

Il funzionamento della Nuova Sabatini si basa su due componenti distinte che lavorano insieme.

La prima componente è il finanziamento bancario. L'impresa ottiene un finanziamento (o un contratto di leasing finanziario) da una banca o da un intermediario finanziario aderente alla convenzione stipulata tra MIMIT, ABI (Associazione Bancaria Italiana) e Cassa Depositi e Prestiti. L'importo del finanziamento può andare da un minimo di 20.000 euro a un massimo di 4.000.000 euro, con durata massima di cinque anni oltre l'eventuale preammortamento.

La seconda componente è il contributo statale. Il MIMIT eroga all'impresa un contributo in conto impianti, calcolato convenzionalmente come il valore degli interessi che maturerebbero su un finanziamento della stessa durata e dello stesso importo, ai seguenti tassi agevolati:

2,75% annuo per gli investimenti in beni ordinari (macchinari, impianti, attrezzature standard).

3,575% annuo per gli investimenti in beni green (a basso impatto ambientale).

5,5% annuo per gli investimenti in beni 4.0 (tecnologie digitali, macchinari interconnessi, software inclusi negli allegati 6/A e 6/B del decreto attuativo).

Il contributo non è un rimborso sugli interessi effettivamente pagati alla banca, ma una somma calcolata convenzionalmente su questi tassi. La banca applica il proprio tasso di mercato sul finanziamento: il contributo MIMIT è aggiuntivo e indipendente.

Come viene erogato il contributo. Per finanziamenti fino a 200.000 euro, il contributo viene erogato in un'unica soluzione al termine del collaudo dell'investimento. Per importi superiori, il contributo viene erogato in quote annuali nel corso della durata del finanziamento. Dal 1° gennaio 2026, su tutte le fatture e i bonifici relativi all'investimento deve essere riportato il Codice CUP (Codice Unico di Progetto) assegnato al momento dell'approvazione della domanda: la mancanza del CUP comporta l'inammissibilità della spesa.

Chi può accedere alla Nuova Sabatini: i requisiti delle imprese beneficiarie

Possono presentare domanda di agevolazione le micro, piccole e medie imprese (PMI) ai sensi della Raccomandazione della Commissione Europea 2003/361/CE, che al momento della presentazione della domanda rispettano queste condizioni:

  • sono regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle Imprese o nel Registro delle imprese di pesca;
  • sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non sono in liquidazione volontaria né sono sottoposte a procedure concorsuali;
  • non hanno ricevuto e non devono restituire aiuti di Stato dichiarati illegali o incompatibili;
  • sono in regola con la posizione contributiva (DURC regolare);
  • non superano i limiti dimensionali previsti per le PMI (meno di 250 dipendenti, fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro oppure totale di bilancio non superiore a 43 milioni di euro).

La Nuova Sabatini è accessibile a imprese di tutti i settori produttivi (manifatturiero, artigiano, servizi, commercio), con alcune esclusioni previste dalla normativa europea sugli aiuti di Stato per settori specifici come agricoltura, pesca e alcune attività finanziarie.

Non si tratta di un aiuto in regime de minimis. La Nuova Sabatini è configurata come contributo in conto impianti concesso in esenzione ai sensi dei regolamenti europei applicabili per settore (GBER, Regolamento UE 651/2014). Questo significa che non si computa nel plafond de minimis di 300.000 euro e che può essere cumulata con altri strumenti agevolati nei limiti delle intensità di aiuto massime previste dalla normativa europea.

Quali investimenti sono ammissibili alla Nuova Sabatini

I beni finanziabili con la Nuova Sabatini devono essere nuovi di fabbrica al momento dell'acquisto. I beni rigenerati, ricondizionati o usati non sono ammissibili, anche se dotati di certificazione CE.

Le categorie di investimento ammissibili includono macchinari, impianti e attrezzature ad uso produttivo, hardware, software e tecnologie digitali. Dal punto di vista contabile, le spese devono essere classificabili nelle voci B.II.2 (Impianti e macchinari), B.II.3 (Attrezzature industriali e commerciali) e B.II.4 (Altri beni) dello stato patrimoniale previsto dall'art. 2424 del Codice Civile, secondo il principio contabile OIC 16.

Una verifica che molte imprese trascurano. Alcuni beni che un'azienda considera "strumentali" non soddisfano i criteri di classificazione contabile richiesti dalla Nuova Sabatini. Verificare la corretta classificazione prima di avviare l'iter è fondamentale: una spesa non classificabile nelle voci previste viene esclusa dall'agevolazione in fase di erogazione, con conseguente riduzione o revoca del contributo.

Le tre linee della Nuova Sabatini: ordinaria, 4.0 e green

Nuova Sabatini ordinaria

Copre gli investimenti in beni strumentali tradizionali: macchinari industriali, impianti produttivi, attrezzature. Il contributo è calcolato al tasso convenzionale del 2,75%. È la linea più ampia in termini di beni ammissibili e quella con le procedure più consolidate.

Nuova Sabatini 4.0

Copre gli investimenti in beni tecnologici e digitali inclusi negli allegati 6/A (beni materiali 4.0: robot collaborativi, macchine interconnesse, sistemi di manifattura additiva, misura e controllo avanzati) e 6/B (beni immateriali 4.0: software, sistemi MES, ERP, piattaforme di data analytics, soluzioni di cybersecurity industriale). Il contributo è calcolato al tasso convenzionale del 5,5%, quasi il doppio rispetto alla linea ordinaria. Il legale rappresentante dell'impresa deve attestare nella domanda di erogazione che i beni possiedono le caratteristiche tecniche previste dagli allegati.

Nuova Sabatini Green

Copre gli investimenti in beni a basso impatto ambientale, inseriti in programmi orientati a migliorare la sostenibilità dei processi produttivi. Il contributo è calcolato al tasso convenzionale del 3,575%. Questa linea è accessibile da domande presentate a partire dal 1° gennaio 2023.

Nuova Sabatini Capitalizzazione

Linea specifica introdotta dall'art. 21 del D.L. 34/2019 e regolamentata dal decreto interministeriale 19 gennaio 2024, n. 43 (GU n. 80 del 5 aprile 2024). Si rivolge alle PMI che deliberano un aumento di capitale sociale contestualmente all'investimento in beni strumentali. Prevede condizioni aggiuntive ma accesso a contributi potenzialmente più elevati. È la linea meno nota e meno utilizzata del cluster Sabatini, spesso la più interessante per le PMI in fase di consolidamento patrimoniale.

La procedura di accesso: dalla domanda all'erogazione

Il processo di accesso alla Nuova Sabatini si articola in sei fasi operative.

Fase 1: Scelta della banca aderente. L'impresa individua una banca o un intermediario finanziario aderente alla convenzione MIMIT-ABI-CDP. Non tutte le banche partecipano alla convenzione: verificare preventivamente la lista aggiornata degli istituti abilitati sul portale MIMIT è il primo passo pratico.

Fase 2: Delibera del finanziamento. La banca delibera il finanziamento (o il contratto di leasing) a favore dell'impresa, valutando il merito creditizio secondo i propri criteri. L'approvazione della banca è condizione necessaria per procedere con la domanda di agevolazione.

Fase 3: Presentazione della domanda sul portale MIMIT. L'impresa presenta la domanda di agevolazione esclusivamente in modalità telematica sulla piattaforma benistrumentali.dgiai.gov.it, con accesso tramite SPID. La domanda include i dati dell'investimento, le caratteristiche dei beni, il piano di rimborso del finanziamento e la documentazione richiesta. In questa fase viene assegnato il Codice CUP, da riportare obbligatoriamente su tutte le fatture e i bonifici successivi.

Fase 4: Approvazione e stipula del contratto. Il MIMIT verifica la domanda e comunica l'esito. In caso di approvazione, l'impresa stipula il contratto di finanziamento con la banca e avvia gli acquisti dei beni strumentali.

Fase 5: Realizzazione dell'investimento. I beni devono essere acquistati entro i termini previsti dal decreto attuativo. Le fatture devono riportare il CUP e i pagamenti devono essere tracciabili. La documentazione di acquisto deve essere conservata per eventuali controlli successivi.

Fase 6: Richiesta di erogazione del contributo. Completato l'investimento, l'impresa presenta al MIMIT la richiesta di erogazione del contributo, allegando le fatture quietanzate e la documentazione che attesta la conformità dei beni. Per i beni 4.0, occorre allegare anche l'attestazione tecnica sulle caratteristiche dei beni acquistati.

Come AD LAB affianca le imprese nell'accesso alla Nuova Sabatini

Il processo di accesso alla Nuova Sabatini è gestibile in autonomia da un'impresa con le risorse interne adeguate, ma presenta diversi punti critici dove un errore formale può tradursi in ritardi, riduzioni del contributo o revoche.

Il nostro lavoro copre tre aree specifiche.

Verifica preliminare di ammissibilità. Analizziamo il profilo dell'impresa, la natura dei beni da acquistare e la loro corretta classificazione contabile, verificando che l'investimento soddisfi tutti i requisiti prima di avviare l'iter. In questa fase identifichiamo anche quale linea (ordinaria, 4.0 o green) garantisce il contributo più elevato per l'investimento specifico.

Supporto nella fase bancaria. La negoziazione con la banca aderente alla convenzione può influenzare significativamente le condizioni del finanziamento. Il contributo MIMIT abbassa il costo effettivo del credito, ma le condizioni applicate dalla banca (spread, garanzie richieste, durata) variano tra istituto e istituto. Il confronto tra più banche aderenti permette di ottimizzare il costo complessivo dell'operazione.

Gestione della domanda e dell'erogazione. Ci occupiamo della compilazione e trasmissione della domanda sulla piattaforma MIMIT, del monitoraggio dell'iter istruttorio, della gestione della documentazione di erogazione e del supporto in caso di richieste di integrazione da parte del Ministero.

La tua PMI investe in beni strumentali? La Nuova Sabatini potrebbe ridurre significativamente il costo dell'operazione

Lo sportello è aperto e le risorse per il 2026 sono state confermate. Analizziamo insieme il tuo piano di investimento e verifichiamo la fattibilità dell'accesso alla Nuova Sabatini.

Domande frequenti sulla Nuova Sabatini

Cos'è esattamente la Nuova Sabatini e perché si chiama così?

La Nuova Sabatini è un'agevolazione pubblica gestita dal MIMIT che supporta le PMI nell'acquisto di beni strumentali nuovi tramite un contributo in conto interessi su finanziamenti bancari. Il nome deriva dall'onorevole Armando Sabatini, che nel 1965 propose la Legge 1329/1965, un meccanismo analogo per la modernizzazione dell'industria italiana del dopoguerra. La versione attuale è stata introdotta dall'art. 2 del D.L. 69/2013 e ha subito diverse evoluzioni fino alla formulazione attuale, rifinanziata dalla Legge di Bilancio 2026 con 650 milioni di euro per il biennio 2026-2027.

Quanto vale effettivamente il contributo Nuova Sabatini?

Il contributo è calcolato convenzionalmente come il valore degli interessi su un finanziamento a 5 anni ai tassi del 2,75% (ordinario), 3,575% (green) o 5,5% (4.0). Su un finanziamento di 500.000 euro, il contributo ordinario è di circa 37.000 euro, quello 4.0 di circa 75.000 euro. Il contributo effettivo dipende dall'importo e dalla tipologia di investimento: il MIMIT mette a disposizione sul proprio portale un foglio di calcolo per determinarlo con precisione.

Qual è la differenza tra Nuova Sabatini ordinaria e Nuova Sabatini 4.0?

La linea ordinaria copre beni strumentali tradizionali (macchinari, impianti, attrezzature) con contributo al 2,75%. La linea 4.0 copre beni tecnologici e digitali specifici, elencati negli allegati 6/A e 6/B del decreto attuativo, con contributo quasi doppio al 5,5%. La scelta tra le due dipende dalla natura dei beni da acquistare: un macchinario interconnesso e dotato di sistemi di monitoraggio remoto può rientrare nella linea 4.0 anche se non è immediatamente percepito come "tecnologico". Verificare la classificazione prima dell'acquisto è fondamentale per non perdere il contributo maggiorato.

La Nuova Sabatini è cumulabile con altri incentivi?

Sì, entro i limiti previsti dalla normativa europea sugli aiuti di Stato. A differenza di molti altri incentivi che operano in regime de minimis, la Nuova Sabatini è concessa in esenzione ai sensi del Regolamento UE 651/2014 (GBER) e non si computa nel plafond de minimis di 300.000 euro. Può quindi essere cumulata con altri strumenti agevolati (crediti d'imposta, bandi regionali, contributi a fondo perduto) purché il sostegno complessivo non superi le intensità di aiuto massime previste per categoria di investimento e dimensione aziendale.

Quanto tempo passa dalla domanda all'erogazione del contributo?

I tempi dipendono dalla fase. La delibera bancaria richiede tipicamente 2-6 settimane. La presentazione della domanda sul portale MIMIT e l'ottenimento del CUP sono procedure rapide (giorni). L'istruttoria MIMIT richiede mediamente 4-8 settimane. La realizzazione dell'investimento avviene secondo i tempi aziendali. L'erogazione del contributo dopo la presentazione della richiesta di erogazione richiede mediamente 2-4 mesi. È importante pianificare questi tempi all'interno del piano di investimento, soprattutto per investimenti con forniture con tempi di consegna lunghi.

Cosa succede se i beni acquistati non soddisfano i requisiti tecnici?

Se in fase di erogazione risulta che i beni non soddisfano i requisiti tecnici previsti (es. il macchinario non ha le caratteristiche per rientrare nella linea 4.0), il MIMIT può riclassificare il contributo alla linea ordinaria (con riduzione dell'importo) o, nei casi più gravi, revocare il contributo già concesso con obbligo di restituzione. La verifica tecnica preventiva dei beni, prima della presentazione della domanda, è la misura preventiva più efficace.

L'impresa deve rimborsare il contributo Nuova Sabatini?

No, il contributo non deve essere restituito, a condizione che l'investimento venga realizzato come dichiarato in domanda e che i beni vengano mantenuti in azienda per il periodo previsto (vincolo di destinazione). La revoca del contributo può avvenire per dichiarazioni false in domanda, mancato completamento dell'investimento, vendita o cessione dei beni prima della fine del vincolo, o gravi inadempienze nella rendicontazione.

Affidati ad uno specialista senior

Privacy Policy
Logo Advisory Laboratory Srl Roma

Advisory Laboratory Srl

Codice Fiscale e Partita Iva: 16230971000

EMAIL: info@adlabconsulting.it
TEL:
+39 3519629102

Sede Legale: Via dei Due Ponti, 187, 00189 Roma RM
Capitale Sociale: 10.000€ i.v.
Numero REA: RM – 1643232
PEC: advisorylaboratorysrl@pec.it

IVASS

Intermediario soggetto al controllo dell’IVASS. Iscritto al RUI in data 12/10/2021 con numero E000693506 Informazioni consultabili al seguente link:

https://ruipubblico.ivass.it/rui-pubblica/ng/#/workspace/registro-unico-intermediari 

Seguici sui Social